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LETTERA APERTA A PARTITI E FORZE POLITICHE
ELEZIONI REGIONALI 2005

Gent. candidato,
le scrivo in merito alla nuova legge sulla caccia, la LEGGE REGIONALE 29 luglio 2004, n. 12 intitolata: “Modifiche alla legge regionale 13 agosto 1998, n. 27 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma, per la tutela e la programmazione delle risorse faunistico-ambientali e per la regolamentazione dell’attività venatoria)”.
Stupisce e colpisce profondamente vedere che nonostante il numero di cacciatori sia in continua riduzione e la maggioranza della popolazione sia invece schierata, contro la caccia, sia stato approvato un provvedimento tanto vergognoso.
Nonostante tale tendenza, contraria alla caccia, stiamo assistendo in questi anni ad un continuo allargamento dell'attività venatoria
Per questo desideriamo informarLa, che aderiremo e promuoveremo le iniziative per il boicottaggio dei candidati e dei partiti che si sono schierati in favore di questo infausto provvedimento e che nel programma per le prossime votazioni regionali, non prenderanno l’impegno a modificare tale legge in maniera più restrittiva e più favorevole alla protezione dell’ambiente.
Con questo obiettivo i firmatari del seguente documento chiedono ai partiti e alle forze politiche di tutti gli schieramenti che i programmi elettorali dei candidati alle prossime elezioni regionali diano centralità alle politiche ambientali e che quindi venga abolita e riscritta la nuova legge sulla caccia n. 12 del 29/7/2004.
Cordiali saluti

Questi i punti principali:
1) abolizione dell'ultima legge regionale
2) rispetto formale e sostanziale delle leggi nazionali e delle direttive europe
3) indipendenza dalla lobby venatoria, garantendo alle associazioni ambientaliste ed animaliste la presenza con pari dignità negli organi decisionali, consulte, commissioni esami per l'abilitazione venatoria

Tenuto conto che la legge regionale 29 luglio 2004, n. 12
1) liberalizza la caccia alla migratoria in tutta la Regione in quanto nei fatti abolisce gli Ambiti Territoriali di Caccia che in teoria dovevano servire a legare il cacciatore al proprio territorio, a renderlo più partecipe e rispettoso della propria terra; si torna così al nomadismo venatorio con l'accentrarsi dei cacciatori nelle zone più ricche di fauna selvatica, con effetti devastanti sulla selvaggina, sul territorio, sul turismo e sulle colture agricole;
Già con parere del 27 luglio 1992, l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS) ha evidenziato come gli ATC rappresentino il principale istituto di gestione faunistico-venatoria previsto dalla legge nazionale e la loro realizzazione sulla totalità del territorio costituisce uno degli elementi fondamentali della legge quadro. Essa prevede inoltre che gli ATC debbano essere articolati in comprensori omogenei, in una programmazione subprovinciale e corrispondere a fasce territoriali ben caratterizzabili sotto il profilo ambientale e faunistico. Il fondamento della “residenza venatoria”, ribadito in un parere dell’INFS del 24.11.1999, peraltro, evidenzia come l’obbligo per ogni cacciatore di esercitare la propria attività esclusivamente nel solo ambito di residenza venatoria comporta positive ricadute gestionali, legate alla possibilità di responsabilizzazione e coinvolgimento diretto del cacciatore anche con la partecipazione alle spese e agli interventi di miglioramento ambientali. Contro il cosiddetto “nomadismo venatorio”, ovvero la possibilità di cacciare in vari ATC, si è espresso anche il TAR del Lazio con ordinanza del 27 ottobre 1999, confermata dal Consiglio di Stato, che ha annullato la delibera provinciale con cui si autorizzava la costituzione di soli due ATC nel Lazio e la possibilità di cacciare in entrambi da parte dei cacciatori iscritti nella provincia di Roma.
2) aumenta i cacciatori provenienti dalle altre regioni italiane;
3) modifica la composizione delle commissioni provinciali di esame per l'abilitazione venatoria; prima c'erano tre cacciatori e tre rappresentanti di associazioni ambientaliste; con la nuova legge viene annullata la presenza di controllo ambientalista: questi ultimi scendono ad un unico rappresentante, mentre i cacciatori salgono a ben sei!!!
4) La pre-apertura alla prima settimana di settembre procura gravissimi danni alla fauna ed è incompatibile con la prioritaria esigenza della conservazione. In questo periodo dell'anno, sostiene l'INFS, "l'attività venatoria risulta scarsamente diversificata e quindi più impattante sulle poche specie oggetto di caccia anticipata". Per marzaiola, alzavola, codone, mestolone e germano reale ed altri palmipedi o trampolieri come gallinella d'acqua, porciglione, beccaccino, frullino e combattente, per i quali l'INFS ha lanciato l'allarme, "non sussistono le condizioni tecniche per poter consentire una pre-apertura della caccia”. Marzaiola, alzavola e codone sono considerate “in pericolo” o addirittura “in pericolo critico” secondo l’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione). Per il combattente, protetto dalla direttiva 79/409/CEE e dalle Convenzioni di Berna e di Bonn sulla fauna, la presenza invernale in Italia si riscontra solo in 15 siti con un numero inferiore ai 200 individui. "La quaglia - avverte l'INFS - è caratterizzata da uno stato di conservazione sfavorevole a livello europeo ed è ormai da anni in forte regresso, per cui questo Istituto ritiene debba essere esclusa dall'anticipazione del prelievo". Conigli, colombacci, lepri, starne e fagiani sono ancora in piena fase di riproduzione ed i piccoli non sono ancora indipendenti, ragion per cui l'uccisione dei genitori con la caccia provocherà la morte per inedia dei piccoli nelle tane o nei nidi.
5) Nessuno dei piani, programmi, calendari venatori è stato finora sottoposto all'obbligatoria Valutazione d'Incidenza
6) La caccia costituisce un serio pericolo anche per l'incolumità delle persone, non solo per gli stessi cacciatori, ma anche per agricoltori, cercatori di funghi ed escursionisti. Nella scorsa stagione venatoria 43 sono stati in Italia i morti in incidenti di caccia, 66 i feriti gravi e 5 gli invalidi permanenti.
7) Il numero dei cacciatori è in costante diminuzione: degli oltre 2 milioni di cacciatori degli anni settanta oggi in Italia i praticanti sono rimasti meno di 800.000. Nella società industrializzata la caccia non è più una necessità, ma un divertimento che ogni anno causa la morte di centinaia di milioni di animali selvatici. Sono cacciate anche specie in diminuzione numerica e a rischio di estinzione. Gli uccelli migratori, patrimonio della collettività internazionale, subiscono un impatto negativo dal prelievo venatorio che si somma, nel minacciarne la sopravvivenza, alla scomparsa degli ambienti naturali.
8) L'Italia è già stata più volte condannata dalla Corte di Giustizia Europea per violazione delle norme comunitarie sulla caccia. Motivi etici ed ecologici richiedono oggi una seria modifica della caccia per conservare le specie selvatiche e per tutelare coloro che cacciatori non sono.

I firmatari ritenendo indispensabile ed urgente, modificare in senso restrittivo la normativa regionale sulla caccia

Chiedono

ai candidati alla Presidenza della Regione Puglia ed a tutti i candidati Consiglieri i seguenti interventi da inserire nel programma di governo regionale:

1 - NO ALLA CACCIA IN DEROGA ALLE SPECIE PROTETTE DALLE NORME INTERNAZIONALI

L'Italia è già stata più volte condannata per violazione delle norme comunitarie. La fauna selvatica, anche se vive sul territorio italiano, è patrimonio della collettività internazionale.

2 - DIVIETO DI ACCESSO AI CACCIATORI AI TERRENI PRIVATI SENZA CONSENSO DEL PROPRIETARIO

Attualmente l'art. 842 del Codice Civile consente ai cacciatori, e solo a loro, di entrare nei fondi privati senza il consenso del proprietario. Questa limitazione del diritto di proprietà solleva forti perplessità di ordine costituzionale. La caccia si svolge principalmente sui terreni degli agricoltori ed è giusto che a questi sia chiesto il consenso.

3 - PROTEZIONE DEGLI UCCELLI MIGRATORI

L'attuale normativa regionale consente la caccia a molti uccelli migratori (quaglie, allodole, cesene, beccaccini, beccacce, tortore, tordi) per i quali i censimenti sono inadeguati ed è quindi impossibile valutare correttamente l'impatto venatorio.

4 - CONTENIMENTO PERIODO DI CACCIA TRA la 3^settimana di settembre E IL 31 GENNAIO.

L'attuale apertura della caccia i primi di settembre determina l'uccisione di piccoli che ancora non sono svezzati dai genitori e la chiusura oltre il 31 gennaio causa veri e propri massacri quando gli animali sono stremati dal freddo e dalla carenza di cibo.

5 - DIVIETO DI CACCIA il sabato

Si vuole così evitare agli animali uno stress eccessivo dato dal disturbo venatorio in due giorni consecutivi (sabato e domenica) che riduce di molto la loro possibilità di sopravvivenza, in quanto riduce di molto la loro possibilità di ricerca del cibo; e consentire a tutti i cittadini di muoversi liberamente in campagna e nei boschi senza pericolo durante i week-end.

6 - CACCIATORE LEGATO AL TERRITORIO

Al fine della caccia il territorio agro-silvo-pastorale è suddiviso in diverse zone, alcune pubbliche e altre private, (A.T.C. - Ambiti Territoriali Caccia, C.A. - Comprensori Alpini, Aziende Faunistico- Venatorie, Aziende Agri-Turistico-Venatorie). Il cacciatore oggi, pagando una quota d'accesso, può spostarsi tra queste zone ed addirittura andare a caccia in regioni diverse. Il "nomadismo venatorio", anche detto "di rapina", è causa di gravi danni. Il cacciatore dovrebbe esercitare la caccia sempre nello stesso ambito, della gestione del quale deve sentirsi responsabilizzato. Come spiegato dall’INFS, gli ATC devono essere su base subprovinciale e non UNO per provincia o addirittura UNO per regione!

7 - DIVIETO DEI RIPOPOLAMENTI VENATORI

I ripopolamenti venatori di "animali pronta caccia" causano alterazione degli ecosistemi, diffusione di malattie, inquinamento genetico delle specie selvatiche e oltretutto sono inutili perché la maggior parte di questi esemplari, inadatti alla vita selvatica, muoiono di stenti o predati pochi giorni dopo l'immissione sul territorio. Molto meglio spendere il denaro pubblico per i miglioramenti ambientali.

8 – EGUALE RAPPRESENTANZA di cacciatori ed ambientalisti nella commissione per l’abilitazione venatoria.

Sostengono il documento: ADA Puglia, Argonauti, WWF-Conversano, WWF-Andria, LAC-Foggia, LADA, LAV-Bari, LIPU-Bari, EBNItalia-Nodo Pugliese, Enpa-Novoli, Legambiente-Bisceglie, CEDA-Foggia, Città Plurale-Bari, De Rerum Natura, libreria Gilgamesh, Ass. Radicale Bruno Leoni Club, Sinistra Ecologista, Bonsai Club Puglia, Comitato per la Tutela degli Olivi Secolari, ARCI Prov.le Lecce
Lorenzo Angiuli, Barbara Bartoli, Enrico Bassi, Antonio Bernardoni, Massimo Blonda, Luigi Campanale, Anna Caputo, Ferruccio Cantone, Michele Cecere, Giampaolo Ciccotosto, Fabio Conti, Angela Corasaniti, Daria De Luca, Vincenzo Depalo, Antonio Depalo, Anna Depalma, Rosanna Depalo, Antonio De Tullio, Francesco Fortinguerra, Franco Fucilli, Anthony Green, Alessandra Inguscio, Ottavio Janni, Patrizia Lavarra, Antonio Leone, Antonietta Loforese, Rossella Lo Presti, Michele Losappio, Carmela Lovero, Paola Mairota, Ilario Manfredo, Maurizio Marrese, Fabio Mastropasqua, Giuseppe Nuovo, Maurizio Papetti, Fabio Piccarreta, Gianni Picella, Miriam Putignano, Giuseppe Simone, Serena Scorrano, Tonio Sigismondi, Ventura Talamo, Vivienne Tresidder, Gabriella Trevisi, Giuseppe Valzano, Irene Vincitorio, Matteo Visceglia, Peter Zeller

come hanno votato i Consiglieri regionali sulla riforma della caccia in Puglia.

ORA OCCORRE MOBILITARSI!

invitiamo Associazioni, Comitati, gruppi, siti web, singoli... a prendere posizione pubblica contro questa legge sciagurata e ad inviare la loro adesione a: argonauti2003@yahoo.it

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