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Comunicato stampa della LAV

ATTO ALL'INSEGNA DEL CLIENTELISMO VERSO LA LOBBY VENATORIA,
ESEMPIO DI ANALFABETISMO GIURIDICO" CONTRO LA DEREGULATION VENATORIA, APPROVATA CON L’ “INCIUCIO” FRA CDL E DS,
ANNUNCIATE AZIONI LEGALI.

"L'ennesimo atto di sudditanza allo strapotere del mondo venatorio pugliese, l'ultimo favore concesso all'insegna del clientelismo ai 34mila cacciatori". Così la LAV giudica la legge sulla caccia approvata ieri dal Consiglio regionale.
"Questo provvedimento rappresenta un esempio di analfabetismo giuridico perché i contenuti violano i principi e le disposizioni dalla Legge statale sulla caccia n.157 del 1992 - denuncia Ennio Bonfanti, responsabile del settore "fauna" LAV - la Regione Puglia sa benissimo che la materia della caccia e della pianificazione venatoria è di stretta competenza dello Stato, pertanto è gravemente illegittimo il maldestro tentativo di approvare una legge che già nasce incostituzionale. Una vera e propria truffa ai danni del patrimonio faunistico che, di fatto, sancisce la secessione venatoria della Puglia dall'Italia!".
 
Ancora una volta si è preferito accontentare la lobby di cacciatori ed armieri, piuttosto che recepire il sentimento protezionista ed animalista della maggioranza dell'opinione pubblica, ormai non più disposta a tollerare un massacro di animali selvatici - patrimonio della collettività - compiuto annualmente per il sadico divertimento di pochi. "E' evidente che la Regione vuole lo scontro frontale e se è così, allora siamo pronti ad un'ennesima battaglia legale a difesa della vita di migliaia di migratori - dichiara Ennio Bonfanti -. Le odierne dichiarazioni dell’Assessore per la caccia Nicola Marmo, confermano che la politica della Regione è sempre e sfacciatamente filovenatoria e non servono a dimenticare il vergognoso inciucio fra la Casa delle libertà ed i DS, che, in Consiglio, hanno approvato questa leggina: evidentemente occorreva dimostrare ai cacciatori che ci sono amici delle doppiette in tutti gli schieramenti".
 
Tra le più gravi novità introdotte dalla legge - una vera deregulation filovenatoria – quella che aumenta i territori di caccia in totale contrasto con le disposizioni della L.157/92 che tendono a limitare il nomadismo venatorio ed a stabilire il legame cacciatore-territorio: ogni cacciatore potrà liberamente sparare alle specie migratorie in tutta la Puglia invece che nella sola provincia di residenza, causando danni ingenti alle popolazioni di uccelli che in autunno attraversano la regione. La LAV adirà le più opportune azioni legali contro queste norme che risultano illegittime per palese contrasto con la sentenza n.4/2000 della Corte Costituzionale, che ha confermato l’obbligo per le Regioni di rispettare ed attuare le disposizioni statali vincolanti.

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