LEGGE PUGLIESE SULLA CACCIA: INCOSTITUZIONALE E GRAVISSIMA.
LE ASSOCIAZIONI: INTERVENGA IL GOVERNO
Le associazioni ambientaliste e animaliste scrivono
al Ministro degli Affari Regionali Enrico La Loggia chiedendo l’impugnazione
presso la Corte Costituzionale della legge pugliese sulla caccia. “E’
una norma palesemente illegittima, che dimostra l’imbarbarimento
legislativo e permetterà uno sterminio di animali selvatici”.
Una situazione gravissima che in realtà riguarda gran parte delle
regioni italiane.
Animalisti italiani, LAC, LAV, LIPU e WWF hanno inviato una lettera
al Ministro degli Affari Regionali Enrico La Loggia chiedendo al Governo
di impugnare presso la Corte Costituzionale la legge regionale della
Puglia sulla caccia 29.7.2004, n.12. Si tratta, affermano le associazioni,
di una legge palesemente incostituzionale, che viola in modo clamoroso
la legge nazionale 157/92 (vedasi la cancellazione degli ATC e la legittimazione
del cosiddetto nomadismo venatorio) e che dunque necessita di un intervento
deciso da parte del Governo.
Peraltro, la Regione Puglia non è nuova a questo genere di imprese,
visto che di recente la Corte Costituzionale ha bocciato una precedente
legge regionale sempre in materia venatoria. Ciononostante, la Regione
Puglia, in barba al diritto e all’evidenza, ha deciso di procedere
ad un’ulteriore infrazione che dovrebbe dunque richiamare in causa
l’Alta Corte.
Ma le associazioni, preannunciando nuove comunicazioni al Governo ed
una serie di ricorsi al TAR, denunciano una situazione gravissima che
va ben oltre quella pugliese per estendersi a gran parte delle regioni
italiane. L’illegalità in materia venatoria, affermano
le associazioni, sta diffondendosi in tutta Italia, in un’escalation
impressionante che testimonia un vero e proprio imbarbarimento dell’attività
legislativa di molte amministrazioni ed il loro orientamento sempre
più filovenatorio.
Il “partito” filovenatorio sta infatti agendo dal basso,
esercitando una forte pressione sulle leggi regionali e gli atti amministrativi
e tentando così di raggirare le regole ed attuare di fatto una
totale deregulation venatoria. Si pensi solo al sistema delle deroghe
di caccia, che da strumento straordinario consentito solo in casi particolari
e tramite procedure rigide, è divenuto l’alibi per inserire
le specie protette tra quelle regolarmente cacciabili.
Nel mirino delle associazioni ci sono, tra le altre, regioni quali la
Lombardia, il Veneto, l’Emilia-Romagna, le Marche, la Toscana,
la Sicilia. La situazione, affermano le associazioni, è insomma
gravissima, in un panorama sconcertante che infrange la Costituzione,
la legge nazionale e le direttive europee.
E’ giunto il tempo, concludono le associazioni, che il Governo
come anche i gruppi politici intervengano per porre fine a questo sistema
oramai inaccettabile e riportare al centro dell’attenzione la
tutela della fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato,
nonché il diritto e la legalità.
Roma, 5 Agosto 2004
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